ANDROMEDA           gennaio 2002

 

"C'era una volta il rock! Inteso come voglia di rischiare, di fondere più stili e di rimanere comunque unici ed orecchiabili. Un pò come suonare rock e leggere una storia. Realtà unica e brillante del panorama italico i Fiaba, pur non avendo nulla in comune col canonico Prog. Metal, sono indifferentemente inseriti tanto nel calderone metallicoquanto in quello progressivo, creando fprse un pò di confusione ai seguaci di entrambi i generi.

Chiediamo al batterista/compositore Bruno Rubino di parlarci un pò della sua band, recentemente giunta al terzo CD con l'ottimo "Lo sgabello del rospo".

Definirei i Fiaba nipoti del prog. anni ’70 e figli del metal anni ‘80 ma, pur mantenendo l’immaginario del primo e le sonorità del secondo, tuttavia le nostre strutture musicali hanno come base la ricerca di uno stile minimalista ed impressionista che non appartiene ai generi succitati. Nelle composizioni non sono presenti né i ridondanti barocchismi del progressive né i voli pindarici dei virtuosismi metal (che per altro noi apprezziamo come ascoltatori). Il nostro tentativo è stato sempre quello di cercare una modalità espressiva personale e di semplice comprensione, senza imitare i grandi gruppi in qualcosa che loro hanno inventato e che già propongono meglio di come potremmo fare noi. Qualcuno ci ha detto che proprio per il fatto di non avere un suono prog. siamo l’unico gruppo di rock progressivo attualmente in circolazione, per quanto mi riguarda siamo semplicemente Fiaba.

Ti va di farci una breve recensione dei vostri lavori ?

“XII L’Appiccato” rappresenta per me il prototipo stilistico dei Fiaba, il più minimalista, scarno, magico disco fra quelli pubblicati, pregno dell’umido dei boschi e degli incanti cupi delle fate. “Il Cappello A Tre Punte” è una raccolta di canzoni dal sapore narrativo dei Grimm o di Andersen, in cui la fiaba è il veicolo della narrazione, con un’apertura generosa verso gli arrangiamenti e nella quale i testi per la maggior parte assumono la forma racconto. “Lo Sgabello Del Rospo” è un concept album che narra del viaggio psichedelico di un viandante attraverso il mondo delle rane; il disco si muove tra episodi musicali multiformi sino ad arrivare alla title-track, una sorta di medley dell’intero disco sotto forma di ricordo onirico dell’esperienza vissuta dal protagonista. È il più tecnico e meno diretto dei nostri lavori e và certamente letto più volte e pensato come un sogno narrato supportato da una colonna sonora strumentale. Anche se il suono dell’album può essere visto a tratti come di estrazione techno–metal, è concettualmente, come stesura e liriche, il nostro Cd più prog.

I tuoi testi simili a filastrocche medievali, incantati, sognanti, ora drammatici, ora beffardi e, per l’ appunto, “fiabeschi”, sono una parte fondamentale della vostra proposta; dove trai ispirazione per la loro stesura? Ci sono libri o film che consiglieresti particolarmente a chi ama questi temi ?

Circa la mia intima ispirazione, esiste sicuramente una grossissima parte legata all’ immaginario infantile, forse perché la mia bisnonna ha colorato la mia fanciullezza di stupendi racconti persi realmente nella notte dei tempi. Ad ogni modo credo che ciascuno di noi faccia parte di un clan virtuale appartenente a questo immaginario medievale poiché, tutto ciò che riguarda la fiaba, vibra ed attiva delle sensazioni solo quando queste già appartengono al nostro bagaglio esperienziale, in un modo o nell’altro… se comunque dovessi citare dei lavori che hanno fortemente sensibilizzato la mia creatività, parlerei di films come “In Compagnia Dei Lupi”, “Labyrinth”, “Legend”, “Dark Cristal” e di libri come “Il Piccolo Popolo”, “Fate”, “La Grande Enciclopedia Dei Folletti”, ma questi sono solo titoli da usare come coordinate.

Prima di formare i Fiaba hai inciso un album con una band di nome Ydra, vuoi dirci qualcosa di più in merito? Anche gli altri componenti dei Fiaba hanno avuto altre esperienze di rilievo in passato?

Il vinile si chiamava “Ydra I”, cantato in inglese ed orientato verso un hard-metal abbastanza melodico. Fu registrato a Savona, masterizzato da schifo e pubblicato nel 1990 (con copertina in bianco e nero invece che a colori) dalla New Sanremo Hit(che aveva già gabbato i Love Machine). La mia presenza in quel disco si limitava all’esecuzione delle partiture del vecchio batterista visto che ho preferito mantenere intatta la personalità del gruppo senza modificarne il sound. La morale fu quella di non fidarsi mai dei produttori: l’Lp ebbe una distribuzione da pena “capitale” e ricordo persino di aver dovuto acquistare la mia copia personale. Tutti i Fiaba provengono da altre esperienze “nell’immediato passato” Massimo Catena era chitarrista nei Luna, Carlo Bonfiglio nei trashers Sexy Motherfucker, Giuseppe Capodieci bassista negli Alembic Virtual e Giuseppe Brancato cantante negli Alzheimer.

Quali sono le tue influenze e quali dischi porteresti con te sull’ isola deserta ?

Ho sempre considerato le mie influenze più cinematografiche che musicali. Premettendo che in un’isola deserta ci andrei anche per non sentire musica, dovendo scegliere qualche titolo direi “Piece Of Mind” dei Maiden, “Perfect Simmetry” dei Fates Warning, “Control And Resistance” dei Watchtower.

Dal vivo proponete un vasto repertorio di inediti che, per impatto e fascino, sono ormai dei  veri e propri cavalli da battaglia. Come mai non sono ancora stati pubblicati e quali speranze abbiamo che lo siano ?

Non abbiamo ancora trovato una produzione seria, la speranza è che qualcuno si accorga di noi.

Per finire quali sono i vostri prossimi programmi ?

Stiamo terminando la registrazione di un singolo dal titolo “Angelica E Il Folletto Del Salice” e le riprese video della nostra suite “I Sogni Di Marzia”. Chiaramente presenteremo dal vivo “Lo Sgabello Del Rospo”.

 

SALVATORE FALLUCCA

 

 

 

FIABA "Lo sgabello del rospo"(Lizard/Audioglobe)

 

Sembra dettato proprio dal loro nome , ma questo terzo album dei siciliani Fiaba ha un che di magico. Non sarà facile accettarlo per gli amanti del classico rock, ma se avrete la pazienza di ascoltarlo in assoluto relax troverete delle sfumature di gran classe che poche band oggi come oggi hanno il coraggio di proporre. Ci vuole coraggio, ma bisogna appoggiare con determinazione le band che suonano per l'arte e non per le vendite.

 

MAX B.