H/M   febbraio 1993

 

Fiaba

Tornano sulle pagine di metallo italiano dopo “l’appiccato”, con “I Sogni Di Marzia” un concept-demo di magica ispirazione, dove nulla ha a che fare con il metal e dove ogni suono sembra un incantesimo. Ritorna il mondo delle favole, degli eroi, dell’audacia, della forza. Il lavoro nasce su una briosa vivacità, su ritmi scanzonati, su una narrazione che è una specie di film fantastico, senza mirabolanti vicende ma con un fondo amaro, dove la voce della saggezza, della forza e delle cose guida l’insieme di un racconto di assurde leggi, ma dove le trasparenti velature di una strana ironia creano un quadro immaginario e silvestre….

“I Sogni Di Marzia” è la storia di Marzia, è la storia di un sogno vissuto in una foresta da una fanciulla a cui è stato portato via il figlio, ma lei non sa che è stato portato in salvo da un narratore immaginario che vuole salvarlo dalle fate del bosco. Ma è tutto proprio un sogno, Marzia si risveglia nel suo letto macchiato “da lacrime e sangue”, e non è più una bambina ma una donna.

Un demo irreale, di un’atmosfera ricca di parole e incantesimi, una musica che diventa magia acquistando una suggestione ricca di profumi, linguaggi, suoni e luci, e i Fiaba, originali e innovativi, celano simboli e vicende dietro un genere che ha un che di ignoto, di inusuale, di dolce.

Un’altra favola, dopo “l’appiccato”, una fiaba non misteriosa, non tradizionale, ma una fiaba di sentimenti, di dolore forse, ma di una languida musicalità che però non annoia. Ma ci porta in posti lontani a vivere il sogno di Marzia, senza teatralità, ma con arcani simboli, come se Marzia fosse una creatura viva, che palpita di ansia per il proprio bambino, e dove le voci, le mille voci cristalline e cupe che popolano questa storia, hanno qualcosa di così inquieto che ci allontana da tutto.

Poi la dolcezza delle chitarre acustiche, la voce sommessa del fantomatico narratore, o del “merlo” che racconta “quello che fu” ci riporta ad una tranquillità e ad un’armonia di luci e suoni degne solo…….di un sogno.

Per gli amanti delle cose strane e particolari.

                                                                                                                        

TITTI ANGERAMO

 

H/M luglio 1992

 

Fiaba “XII L’appiccato”

 

Io non so perché questi quattro ragazzi siciliani mi hanno inviato la loro cassetta. Loro non suonano heavy metal, il loro rock è strano…….però questa cassetta c’è. Ed è giusto darle spazio. Si intitola “L’appiccato” come l’arcano n.12 dei tarocchi. E’ la carta dello spirito di sacrificio, del passaggio dell’uomo dalla fase materiale alla spirituale. Non è una bella carta . Perché è un po’ambigua…..Può rappresentare l’esitazione, e anche la confusione. Però riceve l’influenza della Luna e di Venere. Non sto tenendo una lezione di cartomanzia, sto tentando di rendere l’idea…… perché anche questo demo è misterioso, mistico, affascinante.

Quello dei Fiaba è un mondo di leggende, di maghi, elfi, principi e fate che intrecciano danze tra le pieghe dell’arcobaleno….. Sono i fenomeni che dormono dentro di noi, le storie che gli adulti raccontano ai bambini…… E’ il mondo delle fiabe, dei draghi e degli orchi che inseguono le principesse, dei giganti e dei re. E’ il mondo dell’onore, della fedeltà, della protezione, dei cavalieri.

E loro sono una sorta di trovatori. Trovatori che cantano il fantastico, gli incantesimi, le magie, i sortilegi, le avventure, le vicende straordinarie… Troverete il vento, il ruscello, il fauno, tutto avvolto in una dolcezza strana; i sospiri, le danze, le parole, tutto ha una luce particolare, che quasi turba.

Se vi va di prendervi un pò di respiro tra i turbinii dei suoni, ascoltate questo nastro….. E sappiate che “c’è un posto nel bosco”…….

 

                                                                                                                             

 TITTI ANGERAMO