GIORNALE DI SICILIA    sabato 17 agosto 2002 

Fiaba, una rock opera d'ispirazione medievale in Dvd. Cinquecento pezzi per i veri estimatori del genere.

"I sogni di Marzia" una produzione "fantastica" su Dvd, concepita da Bruno Rubino, leader dei Fiaba e realizzata dopo oltre due anni di estenuante lavoro. Il video musicale è stato ultimato da poche settimane e pubblicato a tiratura limitata. Soltanto cinquecento copie per collezionisti e, tra i fans dl gruppo rock siracusano, ce ne sono tanti. Il Dvd è già disponibile nei negozi specializzati, ma è stato pensato per la vendita su internet, al sito www.fiabaweb.com oppure www.pcfilmonline.com che è l'indirizzo web della "Pc Film" che ha prodotto l'intera rock opera. Le riprese ed il montaggio sono stati di Pierluigi Cavarra, da anni presente nel settore delle produzioni audiovisive, con la supervisione di Bruno Rubino. Il batterista, compositore ed autore dei testi ha coronato un desiderio che accarezza dal 1994, da quando è uscito "XII L'Appiccato", il primo disco ufficiale dei Fiaba, dove è contenuto il brano "I sogni di Marzia", diventato un inno per i fans della band.

Il Dvd contiene un trailer di 30 secondi, una clip di quindici minuti ed un backstage di oltre mezz'ora, ripreso da una troupe televisiva francese, guidata da Marc Faye che intende realizzare un documentario sui Fiaba. Un insieme di musica ed immagini appartenete ad un mondo incantato, caratterizzato da sound assolutamente originale della band, tra rock medievale e testi elfici. Un lavoro di grande impegno, realizzato con infinita passione da Bruno Rubino ed il suo gruppo. la scenografia, è stata costruita in sei mesi all'interno di un garage sotterraneo di cento metri quadrati. Rappresenta un bosco fatato dove si sviluppa la storia di Marzia, impersonata a turno da Chiara Musumeci, Simona Minniti, Monia Scala e Luciana Sardo. Si tratta del passaggio puberale di Marzia che diventa donna nel sogno, dove immagina di avere un bambino. Le fate vogliono rapire il piccolo, ma il menestrello, il cantante Giuseppe Brancato, bravo e carismatico nell'interpretazione del video e nell'impostazione vocale, lo trae in salvo. Marzia lo cerca "nel sogno dentro al sogno", attraverso un iter spirituale tra personaggi del mondo fiabesco. Le riprese realizzate per il video si soffermano spesso sugli assoli dei musicisti, Carlo Bonfiglio e Massimo Catena alle chitarre, Giuseppe Capodieci al basso, oltre Rubino alla batteria e Brancato alla voce. Alla fine Marzia ritrova il bambino nel sogno, davanti al portale che divide il mondo onirico da quello reale. Poi si sveglia sul letto "macchiato di lacrime e sangue", adesso è diventata una donna.

 

SALVO TROMBATORE    

 

 GIORNALE DI SICILIA     mercoledì 8 agosto 2001

 

La musica dei Fiaba nel terzo album: Lo sgabello del rospo

 

Fiaba, capitolo terzo. È uscito “Lo sgabello del rospo”, il nuovo lavoro discografico della band di Bruno Rubino, batterista, autore delle musiche e leader della band siracusana.

Il disco è stato registrato per la Lizard, etichetta trevigiana e distribuito in tutta italia dalla Audioglobe di Firenze.

Una casa cilena, inoltre, la “Southamerica distribution”, si occupa di diffondere il CD nell’America Latina.

L’attività artistica dei Fiaba, dunque, assume una fisionomia sempre più internazionale, a coronamento di una carriera ormai decennale sviluppata su ottimi livelli, sia dal vivo che nei lavori in studio. Il nuovo Cd segue i due precedenti ed altrettanto validi lavori, “XII L’Appiccato” ed “Il cappello a tre punte”.

“Lo sgabello del rospo, però, rispetto al passato, raggiunge livelli musicali tecnicamente superiori, con degli accenni di sperimentazione ritmica e strumentale. Si tratta di un “concept album”, cioè un disco che racconta una storia attraverso i suoi otto brani che, racchiusi in un libretto d’opera, vengono definiti “scene”. La novità originale è proprio questa. Il lavoro è proprio una “rock opera” che si potrebbe anche mettere in scena. Il tema musicale è come una sinfonia suonata con gli strumenti del rock. Il sound rimane minimalista, senza eccessi ne virtuosismi gratuiti, fedele a quel “epic metal” che caratterizza i Fiaba, con la particolare voce “lirica” di Giuseppe Brancato e le parti suonate dallo stesso Rubino, da Massimo Catena, da Giuseppe Capodieci e da Carlo Bonfiglio. La favola è sempre zeppa di streghe, rane e rospi, l’azione si svolge nel bosco, in un luogo imprecisato e l’epoca è quella di un medioevo immaginario, frutto della fantasia, ma anche della passione di Bruno Rubino per la cultura celtico medievale. La storia è quella di un viandante, Pauro che assume il caratteristico fungo maculato di bianco, ha le allucinazioni e viene proiettato “nel mondo delle rane”. Il fungo, “ovolo malefico”, costituisce uno dei più potenti allucinogeni conosciuti in natura. Il suo nome inglese è “Toad stool”, cioè “Sgabello del rospo”, animale che, secondo gli antichi bretoni, era la “regina dei funghi”. La storia narrata nell’album non ha necessariamente una morale. È un’invenzione che scaturisce dalla sensibilità di Bruno Rubino verso questo genere di cultura fiabesca.

 

SALVO TROMBATORE  

 

GIORNALE DI SICILIA  mercoledì 26 gennaio 2000

 

Per i “Fiaba” anche un concerto dal vivo

 

Per la prima volta dal vivo all’aperto nella loro città. I Fiaba, soltanto dopo dieci anni di attività musicale, con due CD all’attivo, un terzo in fase di preparazione e centinaia di concerti, hanno finalmente coronato un forte desiderio, quello di esibirsi a Siracusa in una piazza gremita di persone.

Largo Aretusa, per una sera, si è riempito con le luci, i suoni e le scenografie particolarissime della band fondata da Bruno Rubino, batterista e mente creativa.uno show “fiabesco” sin dai costumi indossati dai cinque protagonisti(oltre al “drummer” sono in formazione Giuseppe Brancato alla voce, Giuseppe Capodieci al basso, Massimo Catena alla chitarra e, ultimo arrivato, Carlo Bonfiglio ancora alla chitarra).

L’istrionico cantante indossava il cappello a tre punte, ormai simbolo inconfondibile dei Fiaba che ne hanno fatto il loro marchio. Il copricapo dei giullari medievali campeggiava sul palco in forma stilizzata, incastonato come un rosone tra le rovine di una cattedrale elfica.

Una scenografia suggestiva ed in perfetta sintonia con la musica dei Fiaba, fatta di rock, “epic metal” e condita con sonorità celtiche e medievali.

I testi raccontano un mondo di favole, di giullari, boschi, rane e rospi.Una dimensione fantastica dove i Fiaba rappresentano il contatto con la realtà esterna.Un’ allegoria originale, colta ed efficace.

In questa “città dei folletti” rappresentata sul palcoscenico, la batteria di Rubino è diventata uno strumento incastonato tra i ami di un bosco spoglio.

“Le ridotte dimensioni del palco - sostiene Bruno - ci hanno costretto a montare solo una parte della scenografia. Il nostro rammarico è proprio quello di non essere ancora riusciti a trovare un palco professionale, adatto a contenere tutto l’allestimento scenico”.

La difficoltà a muoversi esiste solo a livello locale. Lo dimostra il fatto che i Fiaba sono stati molto apprezzati nel resto d’Italia e persino all’estero.

I loro dischi sono stati recensiti dalle più autorevoli riviste specializzate nazionali. Eppure hanno “esordito” in città dopo anni di concerti altrove, perché le loro proposte di spettacolo non erano mai state accettate prima.

   

SALVO TROMBATORE