01 - L'inquisito
02 - Le due nature
03 - Il povero Giacobbe
04 - L'uomo e la preda
05 - Le bestie del villaggio di Ogre
06 - La piccola Greta
07 - Il patto coi lupi
08 - Il cerchio della morte
09 - Morte di un presunto lupo mannaro
10 - All'ombra della giustizia

L'inquisito

- La foresta chiama e l’anima pretende,
Io sono un contadino, Dio mio che ne so io di morsi e lupi!
Ero con mio figlio e c’era un temporale
Era notte e non vedevo, cercai così un riparo e dopo non ricordo
Dite, voi, signore, cosa debbo fare!-
Detto questo fuggì via
Ruppe una finestra, cadde un lume a terra.
Uomini che corrono con le scuri in mano.
Fuggi dentro al bosco, bava nella bocca, terra sotto ai piedi
Sterpi nella faccia, occhi nella bruma, rabbia nelle fauci.
Ululano i lupi, cantano la luna, contano le prede.
Guarda nella nebbia! Bestie senza senno accerchiano i cristiani.
Sangue, sangue e grida. Torce nella notte lasciano le mani
Cedono le gambe e giustizia è fatta, ma non per gli umani.

---------------------------------

Le due nature

La foresta dorme già e pace non darà a chi nelle sue vene
Sente quello che non è, non è più come sé, non è più come te
E poi , come se questo non bastasse …
-No!... c’è una bestia che mi guarda e qualcuno mi ricorda
Sono io ma io non posso liberarla ma vorrei
Vorrei correre sull’erba e sentirla mentre parla, sono solo
A piedi nudi e sento l’aria alle narici.
Solo sporca bestia nuda, sulla lingua carne cruda
Liberarmi dal dolore d’esser uomo io vorrei.
Morte, non ho più paura, la natura mi pretende
sceglie me come tifone d’una notte senza stelle.

---------------------------------

Il povero Giacobbe

E la notte chiama la luna e la notte si chiamano i lupi
Con i nomi del sottobosco, non so come però lo fanno
E li cacciano con i bastoni ma si sa che ce ne sono
Alcuni fra di loro che stanno in piedi, come fanno
Solo loro sanno.
Sono bestie senza Signore, sono afflitte da
Un male eterno, quando mordono un cristiano
è certo, se lo portano giù all’inferno
E Giacobbe fu uno di questi
E Giacobbe era un uomo buono ma era un uomo
Ed un lupo di certo non conosce cos’è il perdono.
E quell’altro lo conosceva, si conobbero da bambini,
A quel tempo loro un lupo videro ma
Al teatro dei burattini.
Non sapevano di lui nulla
Come avvenne nessuno lo sa
Ma era un uomo ed un lupo di certo
E non ebbe nessuna pietà.

---------------------------------

L'uomo e la preda

Cammina a passi lenti con gli occhi in ogni dove
Premura di chi vuole restare ancora in vita.
Il cielo si rischiara, la stoppa si consuma
la fiamma muore piano agli occhi della luna
E là c’è chi segue te, è la lupa.
Cammina a passi lenti con gli occhi nella luna
Premura di chi vuole ancora la tua vita
Il sonno non la sfiora, stanchezza non la tange
Chi piange i suoi cari anela la vendetta.

---------------------------------

Le bestie del villaggio di Ogre

C’è la luna piena, presagio di sventura. Questa notte
Arrivano i lupi. – Su ,correte! Salvate quella gente!
Fate presto! Vi vogliono ammazzare.-
Tra i sentieri Non gira più nessuno. Passa presto… aiuta la fede.
Forca in mano e croce chi ci crede, zitti! Arrivano,
Sento i loro denti. – Dio del cielo… tu guarda quanti sono!
Sono lupi tu dici? Quelle bestie!?
Padre, quello cammina come un uomo!
- Non guardare! Nascondi la lanterna! -
- Sbarra la porta! Non devi aver paura
Solo cura di non aprire - - Padre mio, non voglio io morire! -
E la lascia con una carezza.
E’ da sola, che guarda verso l’uscio
Ma c’è un’ombra alla finestra - Sale piano
Io vedo la sua testa -
Sfrega il muso forte contro i vetri, poi fa un balzo
Ancora non ci credi, - Entra il lupo! Entra! -
E la guarda dritto dentro agli occhi e nel cuore sale la paura
Lui sta fermo, è strana la natura. Com’è venuto se ne va.
Questa notte i lupi se ne vanno, sento solo i lamenti degli agnelli,
Poco male… io dico; meglio quelli che sentire il pianto dei bambini.

---------------------------------

La piccola Greta

Quando Greta vuol stare da sola s’incammina da sola nel bosco.
Fra i capelli un fiore d’aconito. Un fremito, si sente libera già.
Un lamento di cuccioli sente da una grotta vicina ad un fiume,
Perde il lume di ogni ragione e poi corre a vedere là dentro che c’è
-Sono come bambini di cane - Greta in braccio ne prende qualcuno
Hanno il pelo di un bruno profondo, hanno fame - aspettatemi, io tornerò! -
Ogni giorno lei porta del cibo per nutrire le piccole bestie.
Ma un bel giorno la vide un pastore, scoprì che la tana di quelle era là.
Greta, con l’incoscienza di bimba, prende un cucciolo e lo porta a casa
Lo nasconde ma il padre lo sente e la sgrida, lei fugge, lontano lei va.
Torna, quasi piangendo, alla grotta, - non è giusto, ma forse ha ragione. -
Da lontano lei vede il pastore e si ferma ed osserva nascosta che fa.
L’uomo ha in spalla un sacco di juta, soffocati lei sente i guaiti
Getta quello nel fiume e una pietra che aiuta. Spariti nell’acqua così.
Ed è questo che avvenne quel giorno, solo un cucciolo trovò la madre.
E la lupa da allora divora ogni uomo che incontra, ogni uomo che c’è.

---------------------------------

Il patto coi lupi

Ombre scure tradiscono presenze nella notte,
Demoni tra i cespugli ci seguono senza timore curiosi di noi.
Scelti dalla sorte, io e i miei compagni,
In viaggio verso un luogo che a me nemmeno nei sogni più biechi
Fu dato vedere.
Ho sempre avuto paura dei lupi, adesso mi trovo persino a cercarli
Quand’ero bambino stringevo il cuscino, da solo, nel letto.
Costruimmo un carro e una grossa gabbia in ferro,
Unico posto per noi per stare al sicuro da loro e farci capire
E portiamo della carne fresca loro in dono,
Unico modo per noi. Il bestiame ora sembra impazzito,
Ora sente le belve.
Che facciamo non capisco, siamo soli in questo posto,
Sogno oppure sono desto? È di certo una follia.
Chi propose questo patto non sapeva certo tutto,
Stiamo andando verso il nulla, non si può cambiare idea.
Arriviamo, circondati dalle bestie nere,
Solo il ringhiare si sente, qualcosa di strano nell’aria trattiene la furia.
Un incanto del maligno è certo tutto questo.
Mostro, attraverso le sbarre ci scruti,
Io sento il calore del fiato sugli occhi.
Liberiamo il bestiame in sacrificio a loro,
Solo i cavalli bendati non fuggono,
Sentono anch’essi il terrore che sale.
Non so come, sembra quasi che abbiano capito,
Forse erano uomini un tempo…
Andiamo via, presto! Alle spalle si compie il massacro.

---------------------------------

Il cerchio della morte

Quando è che i lupi hanno fame e non bastano più le prede,
Qualcheduno di voi si chiede, poi, come fanno quelli a mangiare
Tutti quanti si mettono in cerchio ed in cerchio stanno a girare
E non smettono di camminare finché qualcuno non ce la fa più
Stringe il cerchio della morte, fiato fiato e fiato ancora,
Presto giunge l’ultima ora, la mala sorte a chi toccherà?
Forse tocca a quello più vecchio, quello ch’era il capo branco
E pensava a tutti quanti ma ora è stanco e si vedrà.
Ecco, inciampa quello stesso che pensava a tutti loro
E, anche se è diverso adesso, pure ora lo farà.
Affamati lo assaltano tutti, con le fauci, con le zanne,
A straziarne la sua carne, dopo, il branco si sazierà.
Questo è il tacito accordo fra i lupi, cupi sono i pensieri vostri,
Siete certi che siano mostri… vedete solo la crudeltà,
Io vi chiedo: a quale altare, quale capo o quale santo,
Dalla gente sua, convinto, si farebbe mangiare così?

---------------------------------

Morte di un presunto lupo mannaro

Bevi, taglialegna, un’altra pinta di birra,
In alto quei boccali, ancora un giro! -
La notte è giovane e io un poco meno
Ma non frega a nessuno se pago da bere per tutti.
- Gente di taverna! Su con il cinghiale,
Passate qui la salsa di idromele! -.
Apre la sacca ed infila una mano
E caccia fuori un pugno di monete - offro io! Bevete! -
Esce, poi barcolla –troppa birra devo fare “un poco d’acqua”
E là dietro forse è meglio -
Ma c’è un tizio che si accorse del danaro e lo seguì.
Cala le sue brache, piscia, il boscaiolo,
Nascosto da un cespuglio ed esce un lupo,
proprio da quello, fato cornuto!
E il malintenzionato scappò dentro la taverna e chiese aiuto.
- Io vi dico; questo amico vostro tramutato si è davanti a me,
Al suo posto vidi uscire questo mostro
Come un lupo e a quattro zampe se né andò! -
Torna alla taverna, non si regge in piedi,
Entra ancora ebro il taglialegna, dopo rigurgita un pezzo di carne
E si trova a quattro zampe come un cane – ho di nuovo fame -
- Questo è quanto basta! - grida a ciò il bargello,
- Presto, catturatelo che è quello! - E,
Quando furono tutti al processo lì giurarono
Che l’uomo ch’essi videro era proprio quello stesso.
Tanto gli è bastato, non è poco poi
Per essere inquisito e condannato ,
La giustizia non è male, solo un’ ora serve a farlo confessare.

---------------------------------

All'ombra della giustizia

C’è una corda, lì, che penzola
E fa un’ombra giù, per terra,
Fa un anello con il sole catturato ad aspettare.
Se tu scavi, con le mani, trovi ancora una radice
Ma nessuno ormai ti dice che cos’è.
Se mi guardi ancora un poco
Io fra un po’ potrò spiegarti
Come fare a innamorarti di ciò che ti fa paura.
Uno come te che crede solo a ciò che l’uomo vede
Non si chiede se da troppo l’odio dura.
C’è una corda, li, che penzola,
Dove stava appeso un uomo,
Sotto c’era una radice di mandragora.
Tu non credere alle favole
Che non sto più a raccontarti
Ma una cosa c’è che tu devi sapere.
Lo sai che c’è una bambina che gioca con i lupi?
Fugge e la rincorrono, cade sull’erba ma per gioco.
Se ti chiedi come fanno a condannare a morte un uomo
Guarda dentro la prigione del tuo credere sicuro.
E se non trovi una ragione
Prova a chiederti perché
Hanno ucciso un taglialegna come te.
Io non so come abbia fatto
La bambina, non li teme,
Forse ha usato una radice di mandragora,
Forse è diventata un poco,
Solo un poco come loro,
Forse è ciò che tutti noi dovremmo fare.
Ora sa i che c’è una bambina che gioca con i lupi,
Fugge e la rincorrono, cade sull’erba ma per gioco.
La bambina corre ancora con i lupi.

I