01 - Angelica e il folletto del salice
02 - Nipote di strega
03 - La fuga dell'elfo
04 - Ho visto uno gnomo pt.1
05 - La caccia
06 - Arriva lo spazzacamino
07 - Le pere dell'orco
08 - I sogni nel sacchetto
09 - Il crocchiaossa
10 - La gemma nel pozzo
11 - Il luccio della fontana
12 - Ho visto uno gnomo pt.2

Angelica e il folletto del salice

Non sapete ma vi dico che in un posto che io so, una bianca dama aspetta il principe che la lasciò.
Fa di nome Angelica, ha di luna piedi e mani ma le sue gote sono mele rosse e amare non potrà…
La fanciulla di cui parlo stava sotto un albero, quando un suono di bombarda come voce le parlò: -il mio nome è Martinetto, per servirvi, tràllallà, siete triste? Vi ci vuole un folletto: eccomi qua-!
Esce la creatura magica fra le lacrime d'Angelica: -Non piangete, siate impavida!-. E danzando suona una musica.
Vede con lo sguardo incredulo il folletto sotto al salice, sfiora quel sorriso fragile ed intanto suona una musica.
Sul cuscino del suo letto si sedette da quel dì, con le gambe a penzoloni, ogni notte fu così; il folletto la guardava e dormiva solo un po':- Son felice, Martinetto-. Finché il tempo non passò.
Fuori piove, c'è un cavallo che fa rumore con gli zoccoli: -E' tornato, viene a prendermi, ecco, sento i passi del principe-. Batte il cuore, ancora palpita, chi non muore non dimentica. S'è spezzato l'incantesimo: fugge il folletto del salice. Corre e corre ancora Angelica, fugge anch' essa , lascia il principe, senza pace torna all'albero, piange china su quelle radiche. Esce la creatura magica fra le lacrime d'Angelica: -Non piangete, siate impavida!-. Ed intanto suona una musica.

Angelica and the Willow tree goblin

You may not know but let me tell you that in a place only I know
A white dame awaits the prince that abandoned her long ago.
Her name is Angelica, her hands and feet are moonshine but
Her cheeks are like red apples, she can never ever love.
The maid I speak of stood under a tree
When a sound of mortar just like a voice spoke to her:
“My name is Lil’ Martin, at your service,
Are you sad? What you want is a goblin, here I am!”
The magical creature comes out of Angelica’s tears:
“Don’t you cry, be fearless!”
And dancing he begins to play a tune.
She sees with incredulous eyes
The goblin under the willow tree
She touches lightly that fragile smile.
On her bed’s pillow he sat and since that very day
He dangled his legs from there, every night.
The Goblin watched her and slept but a little;
“Happy I am, Lil’ Martin”, until time went by.
It’s raining outside, there’s horse
Making loud noise with his hoofs.
“He is back, he’s here to take me
There, I can hear the prince’s steps!”
The heart beats, still fluttering
Who does not die does not forget.
The enchantment is broke; the goblin of the willow flees.
Runs and runs Angelica too,
She flees as well, leaving the Prince,
Restless, she reaches the tree
She cries, bent on those roots.
The magical creature comes out of Angelica’s tears:
“Don’t you cry, be fearless!”
And meanwhile he begins to play a tune.
 

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Nipote di strega

Una vecchia strega si pizzicava la lingua e una candela dopo spegneva. I ricordi di ragazza nella saliva vedeva, in una tazza! E tu ricordavi la belladonna che sta sulla scopa, quel giorno che fece volare anche te; da allora sai che, nipote di strega, sei strega ed il fatto si spiega da sé. Ed il ricordo del tempo passato a inseguire le mosche, che ormai non c'è più –Che invero il tempo, lo sai, ci sarebbe ma nonna non regge, lo vedi anche tu, che di convegni ai castagni, di ragni, al ruscello e di canti scordati finanche da un merlo son pregni i ricordi di strega ma il corpo si piega e domani…-
Una vecchia strega si pizzicava la lingua e una candela dopo spegneva, allora diceva: -Ora mia piccina, che sono vecchia ed il tempo s'avvicina, guarda la rena e domandati: -Chi sono?-

Witch’s niece

An old witch was pinching her tongue and then she put off a candle.
Memories of a girl into spittle she watched in a cup.
And you could remember
The beautiful woman on the broomstick
The day she let you ride with her;
From that very day you know
That, witch’s niece, you are a witch and there’s no need explaining.
And the memory of the time spent chasing flies,
Time that is gone for good-
For truly time is there, but grandma can’t make it anymore,
You can see it by yourself,
For of gatherings at the chestnut trees,
Of spiders, at the brook,
And of songs forgotten even by a blackbird
Are full the witch’s memories
But her body fails and tomorrow…-
An old witch was pinching her tongue and then she put off a candle,
Then she said:- Well, my little one, for I’m old and time is coming quickly,
Look at the sand and ask yourself: “Who am I?”-.
 

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La fuga dell'elfo

Ecco il mattino nel vento e la brina d'argento sopra i petali dei fiori con il sole brillerà. Arriva timido un elfo, guarda lo specchio d'acqua, si riconosce e ride. Sveglio è il mattino e i timori sono due cacciatori, vengono nel bosco antico per cercare solo te –Dio mio, mi stanno braccando! Forse dovrò fuggire in qualche altro mondo; forse in quel luogo che s'apre nel sonno con la chiave d'oro che ho, forse il futuro è un luogo sicuro, non so-.
Viaggia quell'elfo braccato, viene da un tempo che è passato, troppo presto e presto o tardi lì ritornerà ed oltrepassa quel muro –Questo sarà il futuro.. non capisco bene cosa qui succede, forse è che l'uomo, che nulla possiede, di tutto si chiede il perché e non capisce che in fondo tradisce anche sè-.
Torna quell'elfo al suo mondo, ché almeno se si guarda intorno vede cose vere e il senso d'ogni cosa a sé; getta la chiave dorata regalo d'una fata.

The Elf’s flight

Here comes the morning in the wind
And the silver frost on the flowers’ petals will shine in the sun.
An elf arrives, shy,
He looks at the pond, he recognises himself and laughs.
Morning is awake and fears are two hunters,
They are coming into the ancient wood
To hunt you, just you.
-My God, they’re after me! I may need to flee
In some other world;
Maybe in that place that opens up in sleep
With the golden key I own,
Maybe the future is a safe place, I don’t know.-
That chased elf travels, he comes from a time
That is past, too early, and sooner or later
He’ll be back in that same time
And he gets through that wall
-This must be the future,
I don’t understand what’s happening here
Must be that man, that owns nothing,
Questions everything’s meaning
While he can’t understand
That after all he betrays even his own self-.
The elf goes back to his world,
Where at least when he looks around
He is able to see true things and he knows
The meaning of all things;
He throws away
The golden key
Gift of a fairy.
 

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Ho visto uno gnomo pt.1

Ho visto uno gnomo!

I saw a gnome part I

I saw a gnome!
 

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La caccia

Cerca, cerca l'unicorno! Non ti perdere d'animo, calati come se t'inchinassi ad un re. Guarda, guarda bene intorno! Forse è cosa d'un attimo, carica l'argano, porta avanti quel piede.
Forte avanza, piano arretra, è il momento per un azzardo, prendi la tua faretra, tira fuori quel dardo!
Corda in noce, penna in cocca, ruota di un po' a sinistra, punta la tua balestra –Quella bestia mi tocca!- Vedi? Tra le fronde muove, guardati che bel corno! Sembra un cimiero d'elmo, dietro quell'olmo. Scatto sordo, vola il dardo, sfrigola l'impennaggio quando la piuma sfiora il ramo d'un faggio. Una vita come servo… non si può dimenticare l'esistenza di soprusi che ha dovuto sopportare; sacrifici d'una vita per serbare due danari per l'arnese che li rese per un attimo suoi pari e continua la caccia, caccia, caccia l'unicorno!
-Dicono che non esista ma voglio dimostrare che anche il più lordo servo è buono a cacciare, ora che posseggo un'arma come questi signori, con un trofeo di questi saranno onori!-.
-Una bestia alquanto strana, andava su due zampe, neppure tanto grosse… si direbbero gambe. Meraviglia! Gli unicorni son come le persone e questo addirittura mi somiglia al padrone-.
Gran banchetto fu in onore del signore del castello che è perito con coraggio nel fantastico duello, con il cuore d'un leone ha cacciato tutto il giorno per morire nel confronto con il magico unicorno.
-Dopo il colpo che ha fallito si è beffato del destino, ha finito poi per fare a testate con l'equino. Non potevo farci nulla: era grosso più d'un cervo, non son uomo di coraggio, alla fine, sono un servo-.

The Hunt

Hunt, hunt, the unicorn! Don’t lose your courage!
Bend as if you were bowing to a king.
Look, look well around! It may be a moment’s thing,
Charge the windlass,
Bring that foot forward.
Go on fast, go back slow,
‘tis the time for an hazard,
Get your quiver, pull out that arrow!
Tight rope, feather at top,
Turn it a bit on the left,
Point your crossbow, -That beast has got to be mine!-.
See? Through the new branches,
Look at that gorgeous horn!
It seems a helmet’s crest
Behind that elm tree.
Dull tick, the arrow flies
Hisses the feather
When it brushes a beech’s branch.
A whole life spent as a servant…
You can’t forget the abuses of power
I was forced to endure;
All the sacrifices I made
To save a little money
To get the tool that made them
For an instant their equal
And on goes the hunt, hunt, hunt, the unicorn!
-They say it does not exist
But I want to demonstrate
That even the ruddiest servant
Is able to hunt,
Now that I have a weapon
Like these sirs
With this sort of trophy
Honours there will be!
-Quite a weird beast,
Went about on two legs,
Almost human they looked.
Marvellous! Unicorns
Are just like people,
This one even resembles my master-.
Great banquet in honour of
The lord of the castle
Who died with courage
In the fantastic duel,
With a lion heart
He went hunting all day long,
To die in the combat
With the magic unicorn.
-After the strike he failed
He made fun of destiny,
Then he ended up
Hitting the unicorn with his own head.
I could do nothing about it:
It was bigger than a deer
I am not a courageous man
After all
I’m only a servant-.
 

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Arriva lo spazzacamino

Arriva lo spazzacamino nei sogni di grandi e piccini e porta nel sacco qualcosa che nessuno sa, arriva lo spazzacamino nei sogni di grandi e piccini e sui tetti se ne và. Da bimbo credevo che un uomo prendesse la scala e quando fa notte tagliasse una fetta di luna, la fetta che poi riattaccava la notte seguente; che dietro lo specchio, che dietro le tende ci fosse qualcuno e provavo a guardare!
Da bimbo, dicevo, credevo che un uomo tagliasse la luna di notte e dopo che la riattaccasse; l'arcano mistero non mi ero da bimbo spiegato ma bene ricordo che a un mucchio di cose credevo; che c'era qualcuno sui tetti, non parlo di quelli, i folletti ma un uomo vestito di nero sul tetto che fa? Che cerchi le cose sfuggenti? Che guardi le stelle cadenti? Arriva lo spazzacamino! Rumori che sento, paura che ho, la pendola che dice no, cornacchia che gracchia l'intruso è vicino, arriva lo spazzacamino. Arriva lo spazzacamino nei sogni di grandi e piccini e porta nel sacco qualcosa che nessuno sa; che celi un prezioso bottino? Che spazi davvero il camino? Il bambino non lo sa.
Rumori che sento, paura che ho, la pendola che dice no, cornacchia che gracchia, l'intruso è vicino: arriva…un altro, non è lo spazzacamino, no!

Here comes the chimney sweeper

Here comes the chimney sweeper
In grown up’s and little ones’ dreams
In his sack he’s carrying something
No one knows
Here comes the chimney sweeper
In grown up’s and little ones’ dreams
He goes about the roofs.
When I was a child I believed
That a man took the ladder
And when it was dark
He cut a slice of the moon
The same slice he stuck back
The following night
That behind the mirror
Behind the curtains
There was someone
And I tried to look!
When I was a child,
I was saying,
I thought that a man cut
The moon at night
And then that he stuck it back;
The weird mystery
I couldn’t explain as a child
But well I remember
That many a thing I believed;
That someone was on the roofs,
I don’t mean those ones,
The goblins,
But a man dressed in black
On the roof
What’s his business?
Is he looking for the fleeting things?
Is he looking at the falling stars?
Here comes the chimney sweeper!
Noises I hear,
Things I fear,
The clock that says No!
Crow that caws
The intruder is near,
Here comes the chimney sweeper!
Here comes the chimney sweeper
In grown up’s and little ones’ dreams
In his sack he’s carrying something
No one knows
Is he hiding a precious treasure?
Will he really sweep the chimney?
The little boy
Does not know.
Noises I hear,
Things I fear,
The clock that says No!
Crow that caws
The intruder is near,
Here comes…someone else, it’s not the chimney sweeper!
 

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Le pere dell'orco

Il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia le unghie il tempo che viene che cade la neve ma le pere che ha coltivato lui le tiene in un sacco dorato.
Il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia i capelli il tempo che viene che cade la neve ma le pere che ha coltivato lui le tiene in un sacco dorato.
Il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia le foglie il tempo che viene che cade la neve ma le pere che ha coltivato lui le tiene in un sacco dorato.
Il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia le pietre il tempo che viene che cade la neve ma le pere che ha coltivato lui le tiene in un sacco dorato.
E la regina, che è nel castello su un altro colle, che non poteva sapere, sognava un colle con tanta neve, con gli alberi e l'orco con le sue pere; è già il momento più splendido per andar via, per non ritrovarsi rinchiusa per sempre.
Il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia le frasche il tempo che viene che cade la neve ma le pere che ha coltivato lui le tiene in un sacco dorato.
Il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia la paglia il tempo che viene che cade la neve ma le pere che ha coltivato lui le tiene in un sacco dorato.
E la regina sulla carrozza dice alle guardie: -Fermate il cocchiere, andate al colle dopo laselva che c'è un posto ch'io voglio vedere!- E nonostante la furia della tempesta lei vide dai rami innevati che sogno non fu.
Il tempo che viene che cade la neve e l'orco che tiene un sacco di frutta il tempo che viene che cade la neve e l'orco sul colle si mangia le pere.

The Ogre’s pears

The time that comes, snow that falls
The ogre on the hills eats his nails
The time that comes, snow that falls
But the pears that he grew
He keeps them in a golden sack.
The time that comes, snow that falls
The ogre on the hills eats his hair
The time that comes, snow that falls
But the pears that he grew
He keeps them in a golden sack.
The time that comes, snow that falls
The ogre on the hills eats leaves
The time that comes, snow that falls
But the pears that he grew
He keeps them in a golden sack.
The time that comes, snow that falls
The ogre on the hills eats stones
The time that comes, snow that falls
But the pears that he grew
He keeps them in a golden sack.
And the queen, who is in her castle,
On another hill,
She couldn’t know,
She was dreaming of a hill, full of snow,
Of the trees and the ogre with his pears;
It is already the most splendind moment to flee,
Not to find herself locked up forever.
The time that comes, snow that falls
The ogre on the hills eats branches
The time that comes, snow that falls
But the pears that he grew
He keeps them in a golden sack.
The time that comes, snow that falls
The ogre on the hills eats straw
The time that comes, snow that falls
But the pears that he grew
He keeps them in a golden sack.
And the queen in his cart tells to the guards:
-Stop the coachman, go to the hill beyond the wood
There’s a place I must see.-
And in spite of the tempest’s fury
She saw from the snow branches
That it was no dream.
The time that comes, snow that falls
The ogre keeps a sack of fruit
The time that comes, snow that falls
The ogre on the hill eats his pears.
 

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I sogni nel sacchetto

Il vento scuote un po' le tende, è quanto basta per vedere, è fresco sotto le coperte, mai chiuse però.
Qualcuno guarda da là fuori, forse è appeso alla finestra, strozza il fiato con la luce che fatica un po'. –Cosa mi porti in quella sacca?- e il nano nero: -Ci ho i tuoi sogni in questa mano ma nell'altra… qualcosa non ho-. Ero bambino e non sapevo e mi turbava un po' il suo odore, attesi un attimo di troppo, poi lui se ne andò.
Sveglio ho passato tante notti, quante lui non è venuto ed ho fissato quelle tende, anche ferme però; un giorno ho smesso, non so come e non ricordo neanche quando ma ero vivo ed intanto crescevo.
Ero già vecchio a quindici anni, grande credo… forse mai ed ora penso che ho scordato qualcosa che so; vorrei comprare tutti i sogni e in mezzo quelli che fan male e non mi importerebbe, credo sia tardi però e torna il ricordo; Il vento scuote un po' le tende, è quanto basta per vedere, è fresco sotto le coperte, mai chiuse però.

The dreams in the bag

The wind shakes a bit the curtains,
Enough to see outside,
It’s fresh beneath the blankets,
They are never closed.
Someone is looking in from out there
Maybe he’s hanging from the window
Breath gets caught
With the light that cannot make it.
-What are you bringing me in that bag?-
And the black midget:
-I’ve got your dreams here, in my hand
But my other hand, it’s empty…-
I was a child and I did not know
And I was disturbed by his smell
I waited for a moment too long
And then he was gone.
I spent so many nights awake
As many as those when he never came
And I been staring at those curtains,
Even still;
A day I gave up, I don’t know how,
I can’t even remember when,
But I was alive and growing in the meantime.
I was old at the age of fifteen,
Big I think…maybe never
And now I think I forgot something I know;
I wish I could buy
All the dreams, even those that hurt
I wouldn’t care, but I think
It’s too late now.
And the memory comes back;
The wind shakes a bit the curtains,
Enough to see outside,
It’s fresh beneath the blankets,
They are never closed.
 

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Il crocchiaossa

Io cavalco sopra l'ombra d'un fantasma alato che ha più di cent'anni: un barbagianni agile e fiero.
Lento come un vento lento, come un canto, volo sopra il cimitero, unico vero posto per me.
Forse pensi ch'io non possa; credi a me, ciò non è vero, com'è vero che io sono un crocchiaossa il cimitero piace a me. Plano silenzioso con i miei fratelli, vecchi pazzi putrefatti, sulle rovine, sopra i castelli. Campi di battaglia, guerre ormai finite sono tavole imbandite –Neri folletti a banchetto con me!-
Luna, brilla sulle vesti! Cielo illuminato a giorno, vesto di corazze tronche d'azze che la gente ormai non usa più e se a cena non ci basta tutta la cavalleria, via, che sventurati fanti per finire cena ce n'è assai di più!
Se vagando, a stento fra i compagni morti senti un secco crepitio, stai pure certo che sono io.
Sulle rocce più scoscese edifichiamo nidi belli come case, rami e sputazza la reggia d'un re.
E voliamo ai nostri nidi –per di là compagni arditi!- a brindare, a vomitare sopra il mare, ciò che schifa pure me e se non ho digerito, ficco in gola questo dito ché gli anelli alle falangi, se li mangi, fan strozzare pure te. Siamo gli spiriti della tormenta; credi ch'io menta? Lascia spiegare: d'ogni tenzone che va a cominciare son commensale e sfizioso gourmet. Luna, brilla sulle vesti! Cielo illuminato a giorno, vesto di corazze tronche d'azze che la gente ormai non usa più e se a cena non ci basta tutta la cavalleria, via, che sventurati fanti per finire cena ce n'è assai di più!

The Bonecracker

I ride the shadow of a winged ghost
That is more than a hundred years old:
A white owl, nimble and fierce.
Slow like a slow wind, like a chant I fly
Above the cemetery,
Only true place for me.
You may think I can not;
Believe me, it is not true,
True as it is that I am a Bonecracker
The cemetery is good for me.
I glide down silently with my brothers
Old rotten mad ones
On the ruins, above the castles.
Battle fields, wars now over
Are richly laid tables to us:
-Black goblins, come at my banquet!-
Moon, shine on the clothes!
The sky is light as in daytime
I dress in armours without axes
That no one wears no more.
If the whole cavalry isn’t enough for our supper,
No worry, ‘cause unlucky foot soldiers will serve us to the end of dinner!
If you are wandering, barely standing,
Among your dead mates
And you hear a sudden cracking,
Be sure that it’s me.
On the most steep rocks
We build nests
As beautiful as houses
Branches and spittle,
A king’s palace.
So we fly to our nests
-Over there, bold comrades!-
To toast, to vomit over the sea
What disgusts even me
And if I can’t digest
I put this finger down my throat
‘cause rings and phalanxes if you eat them
May make you choke too.
We are the spirits of the storm.
Do you think I lie?
Let me explain
Of each duel that is about to begin
I am table companion
And delighted gourmet.
Moon, shine on the clothes!
The sky is light as in daytime
I dress in armours without axes
That no one wears no more.
If the whole cavalry isn’t enough for our supper,
No worry, ‘cause unlucky foot soldiers will serve us to the end of dinner!
 

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La gemma nel pozzo

Conosco il segreto d'un nano maligno che cela una gemma in un fetido scrigno di legno bagnato che odora di vecchio, sul fondo d'un pozzo, legato ad un secchio.
La pietra preziosa, per nero disegno, che un tempo era stata nel gozzo d'un cigno, sottratta ad un mago e smarrita da un orco finì tra le ghiande e inghiottita da un porco.
Il nano era stato al servizio d'un ricco signore che un tempo il suo cappuccio nero gli rubò. Ma il ricco gentiluomo ha pagato il fatidico errore, chè ruzzolando per le scale il collo si spezzò.
La gemma, tesoro del perfido nano, cacata in un chiostro, nascosta da un ramo, trovata da un frate e donata a un pittore finì tra le mani del ricco signore. I nani si sa che son gente molesta, che pietre e gioielli gli danno alla testa e quel nano che infine la pietra si prese, controlla il prezioso ogni fine di mese ma un tale vede il nano che ripone il tesoro nel secchio e di gabbarlo un grosso vanto se ne fà, lo coglie all'improvviso, con la mano gli tira un orecchio –Tu scendi dentro al pozzo poi la gemma tira qua!-.
La corda ch'è marcia che a poco si spezza ad un tocco di geco o farfalla carezza fa sì che non tenti la fuga l'ometto o gli pianti alla schiena un aguzzo stiletto.
La luna che illumina l'acqua stagnante del pozzo non basta a far luce un istante che il secchio che ondeggia col peso del nano si sposta sull'ombra –Dannato, fai piano!-.
Il nano è fuggito sottoterra, da un buco nel pozzo e sghignazzando colla pietra se ne và. E il povero minchione a gridare: -Bastardo, ti sgozzo!-. E il nano lo spernacchia, colla mano? Non si sa.

The gem in the well

I know the secret of a mean midget
That hides a gem in a stinking jewel-case
Made of wet wood, that smells of old
At the bottom of a well, tied to a pall.
The precious stone, for a black plot,
That once had been in a swan’s stomach,
Stolen to a wizard and lost by an ogre
Ended up between acorns, swallowed by a pig.
The midget had been serving a rich lord
That one day stole the midget’s black hood.
But the rich gentleman paid for his error
For falling down the stairs he broke his neck.
The gem, treasure of the wicked midget,
Shitted in a cloister, hidden by a branch,
Found by a friar and given to a painter
Ended in the rich gentleman’s hands.
Everyone know that midgets are nasty people,
That stones and jewels drive them crazy,
And that midget that in the end took the gem
Checks his precious every end of month
But a man spots the midget putting back the treasure
And wants to make a fool of him,
He grabs the midget suddenly, he pulls his ear:
-Get down in the well and throw me the gem!-
The rope is rotten, it may broke
At a gecko’s or butterfly touch
Makes the little man unwilling to try and flee
Or stick a stingy knife in the man’s back.
As soon as the moon lights the still water in the well
The bucket swaying with the midget’s weight
Moves into the shadow:- You damn, slow!-
The midget has fled into the ground, from a hole in the well
And laughing madly he runs with the stone.
And the poor idiot is yelling: “Bastard, I’ll cut your throat!”
While the midget fools him…
 

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Il luccio della fontana

Ti racconterò una storia che molti non conoscono e non so perché, di un uomo, certo Roh, che faceva il pescatore; una volta andò con la barca e l'unico figliolo, che portò con sé, con gli occhi accesi disse: -Padre, il mare è meraviglia!-. Quel giorno pescò una bestia che solo in un bestiario… forse neanche c'è: era grande come un uomo ed aveva lunghe zampe. Tanto la colpì con un remo e anche s'era morta non si sa com'è che aveva gli occhi vivi e il figlio: -Padre, lei mi guarda!-.
Fu un momento poi quella lo afferrò era ancora viva, il figlio lo gridò e scivolando il mostro lo portava negli abissi. Da quel giorno li il padre non parlò, lo cercava ancora ma finì così, a gridare: -Mare, tu sei grande, rendimi mio figlio!-.
Ma il mare corrode tutto, tutto, finanche i ricordi, ora quell'uomo ha due figlie ma… è strano davvero! Una è Olga è rossa come te, gli occhi sono verdi come i boschi se la luce brilla chiara sulle fronde a primavera; l'altra invece ha gli occhi rossi e ha i capelli verdi come non ce n'è, è Alga, è bella ma non sembra affatto sua sorella. Alga se ne andò come in ogni dì, sola andò piangendo e tornò così a riflettere il suo volto, dentro l'acqua, alla fontana ma quel giorno lì non andò così, Olga la seguiva e così finì che incredula scoperse che parlava con un pesce. Il luccio parlò e disse: -Ahimè, Alga non è figlia di Roh il pescatore, che fra i pesci nella rete la trovò, lo dico a te, io, ch'ero là, io che fui tonno, che morii, proprio per questo ora lo so, Alga, tuo padre ti pescò. Credeva tu fossi un dono ma il mare è cosa assai strana: io ch'ero d'acqua salata son pesce d'una fontana. Alga, sei figlia a un tritone, ecco perché ti disperi: anche tu fosti del mare, ora ritorna com'eri.

The pike in the fountain

I’m going to tell you a tale that not many people know
And I don’t know why
About a man, a Roh, that was a fisherman.
Once he went with his boat
And his only son, he took with him,
With lit eyes said: -Father, the sea is wonder!-
That same day he caught a beast
That only in a bestiary…
But maybe not even there
It was big as a man and had long legs.
He hit it with an oar and
Even if it was dead, who knows how,
Its eyes were alive and the son said:
-Father, she’s looking at me!-
A moment, then she grabbed the boy,
She was still alive,
The son screamed it
And, sliding, the monster
was dragging him into the abyss.
From that day on, the father did not talk,
He kept looking for his son
But he ended up shouting
-Sea, you are great, give me back my son!-
But the sea wears away all
All, even memories
Now that man has two daughters
but…it’s so strange!
One, Olga is as red as you are,
Her eyes are green like woods
When light shines on the leaves in spring;
The other daughter has red eyes
and green hair like no other,
Her name is Alga (=seaweed),
She is beautiful but she doesn’t look at all
Like her sister.
Alga went like any other day
She went alone, crying,
Back to mirror herself in the fountain’s water,
But that day it was different,
Olga followed her, unseen
So, incredulous, she found out
That her sister was talking to a fish.
The pike said: -Alas, Alga is not
The daughter of Roh,
The fisherman,
Who found her
Among the fishes in his net,
I tell you this,
I was there,
I was a tuna fish and I died,
That’s why I know,
Alga, your father caught you.
He thought you were a gift
But the sea is strange
Look at me, I was from salty water
Now I am a fountain fish.
Alga, you are a triton’s daughter
That’s why you are desperate
You, too, belonged to the sea
Now be once again as you were.

 

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Ho visto uno gnomo pt.2

...L'ho visto di nuovo!

I saw a gnome part 2

.......I saw it again!

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