SILENT NOISE       settembre 1995

(Traduzione dal giapponese)

  Fiaba “XII L’Appiccato”

Nell’estate del ’91 Bruno Rubino ha concepito il progetto Fiaba e nel ’93 ha firmato il contratto con la Mellow Records che ha portato alla pubblicazione di questo disco. Sembra che l’ambizione del gruppo sia quella di essere una band al di fuori di qualsiasi categoria. La stupenda voce di Brancato ricorda l’opera italiana, lui potrebbe essere un cantante lirico se non fosse così istintivo e tecnicamente non impostato, un vero attore fonico che utilizza in questo disco almeno tre impostazioni differenti ad esempio ne “I sogni di Marzia” inizialmente potrebbe ricordare i Genesis per poi evolversi differentemente, spingendo la stessa a punti estremi quasi ad urlare le parole senza mai però arrivare al falsetto la voce di Brancato è veramente strana. Ciò che mi piace del gruppo è la ricercatezza e l’autoanalisi che s’impone, sono un genere a sé, i Fiaba sono semplicemente i Fiaba,  anche solo per questo mi sentirei di dare al gruppo il mio benestare.

Le parti sul disco sono eseguite egregiamente, loro non sono persone che si autocompiacciono ad esempio sempre ne “I sogni di Marzia” si capisce che hanno scelto di inserire soltanto ciò che il loro gusto gli impone a servizio del lavoro senza virtuosismi gratuiti, una suite che inizia in acustico per poi finire sull’heavy, utilizzando dei patterns che qualsiasi gruppo potrebbe eseguire ma con una risultante tra le parti che produce un sound completamente nuovo. I passaggi tra le varie frasi sono scorrevoli e nell’economia del suono il buon senso della sezione ritmica è il benvenuto.

È stato un grande piacere conoscere un nuovo talento.

 

“DAMURU” KUROBE