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Massimo
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Regione: Italia


335 Messaggi

Inserito il - 30 dicembre 2006 : 11:40:13  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Massimo Invia a Massimo un Messaggio Privato
I “FIABA”

I “Fiaba” di Siracusa sono una delle realtà musicali più rilevanti degli ultimi anni.
La loro opera è difficilmente ascrivibile a qualsiasi movimento letterario e/o musicale, e ben difficilmente passerà di moda in quanto“di moda” non è, e non lo sarà mai,.

Nati dalla mente geniale e poliedrica di Bruno Rubino e del suo alter ego vocale ed interpretativo Giuseppe Brancato nei primi anni 90, ci si domanda come mai non siano unanimemente riconosciuti per il loro valore oggettivo; la risposta purtroppo sta nelle ben note riflessioni sulla decadenza della “canzone” (in senso stretto, un testo cantato) e sul valore di tale forma nell’immaginario collettivo.
Cercheremo una possibile chiave di interpretazione dell’opera dei Fiaba; resta inteso che se Bruno Rubino è il creatore dei testi e delle musiche del gruppo, Giuseppe Brancato ne è lo specchio interpretativo, che è un compito essenziale nella forma-canzone.

Il primo impatto con l’opera dei Fiaba può essere quantomeno difficile, in quanto, a una indubbia ricchezza di immagini sonore e visive, percepibile anche con un ascolto distratto, si contrappone una voce di Giuseppe Brancato baritonale sì, come già osservato, ma con una dissonanza intrinseca, a prima vista, quasi imbarazzante.

Queste caratteristiche macroscopiche fanno sì da un lato, di allontanare immediatamente il pubblico frettoloso e superficiale, dall’altro di cominciare ad intuire l’irriducibilità del progetto-Fiaba.

La seconda cosa che si nota, infatti, ed è una sorpresa veramente forte, che stupisce ad ogni ascolto, è la graniticità della formazione: base ritmica basso batteria, twin guitars, voce e cori; niente tastiere, niente effetti, niente strumenti etnici...
Perché questa scelta? La risposta è semplice e spiazzante: -Perché sarebbe stato troppo-.

Bruno Rubino sa benissimo che il talento, ovvero la qualità e quantità di idee musicali, letterarie ed interpretative, basta e avanza. Aggiungo che ad un ascoltatore affamato resta addirittura la brama di una perfezione insoddisfatta, che è un qualcosa di umanissimo ed impagabile, un po’ quello che succede col primo Paolo Conte, che certi temi te li abbozza solamente, magari col Kazoo.

In altre parole, assume una grande importanza il “non detto”, in tempi dove si tende sempre a dire di tutto, anche quello che non c’è.
A questo punto, una lettura interessante dell’opera dei Fiaba, a mio modo di vedere, può essere quella “esistenzialista”, vedremo così il loro mondo da un particolare spioncino.

IL DILEMMA DELLA COMPASSIONE NELL’OPERA DEI FIABA

Alla base della comprensione e della compassione c'è il principio dell'inclusività, principio che ci permette di leggere il tutto, superando dualità e conflitti, collocandolo in una visione ampia di Amore.

Proprio per il principio di inclusività, la compassione e la comprensione sottolineano l'importanza dell'assenza del criticismo e dello sviluppo di grande accettazione dei limiti dell'altro ed una propensione a vedere le potenzialità in ognuno di noi, dietro l'involucro della personalità.

E questo si percepisce chiaramente dai testi, “La mia casa sarà la vostra... Per vivere abbiamo degli scopi e adesso uno scopo l’ho pure io, con l’aiuto di Domine Iddio io sono il signore dei topi.” da “Il Signore dei topi”, “Turpino, l'essere scuro, murato vivo; unghie di gatto gratti sul muro ma non ti apre nessuno...Il suo respiro che si smorzava piano, sull'abbaino poggiava la mano - Signore mio fate il comodo vostro, fa che muoia come gli uomini se sono un mostro -.,da “Turpino il mostro”, la pietà verso i mostri “Il carro dei mostri che gira le strade...sempre mostri siamo stati e perciò veniam mostrati” da “L’omino di latta”, per la strega in “Nipote di strega” –Che invero il tempo, lo sai, ci sarebbe ma nonna non regge, lo vedi anche tu, che di convegni ai castagni, di ragni, al ruscello e di canti scordati finanche da un merlo son pregni i ricordi di strega ma il corpo si piega e domani…- e per il drago in “Hanno ammazzato il drago” Non mi guardare con quella faccia che non è colpa di chi ammazza i draghi, Così va fatto, lo dice lo re!, e ci fermiamo qui, per ora.

Tutto questo per di più viene accentuato dall’interpretazione del canto di Giuseppe Brancato (e già qui non possiamo più scordarci dalla voce di Giuseppe Brancato, la percepiamo come una sola cosa con le canzoni...dissonante e strana come Robert Plant o Lucio Battisti? avercene di così...), nonché dal peculiare arrangiamento di batteria di Bruno Rubino, dove i silenzi hanno più valore delle rullate.
I sentimenti della compassione, e pietà quasi panteistica, così come altri sentimenti di cui non trattiamo in questa sede, si rafforzano nei punti in cui le ritmiche, quasi sempre dispari, hanno delle variazioni: cambi di
tempo studiatissimi, che appaiono comunque sempre naturali, in 5/4 ne “Lo spaventapasseri”, addirittura in 11/4 ne “La profezia”, in tutto “Lo sgabello del rospo”, in certi cambi di tempo (“Il signore dei topi”), o anticipi (“La fuga dell’elfo”), o molti pezzi spiazzanti (gran parte de “Il cappello ha tre punte”), ma l’elenco sarebbe lunghissimo.

Perché succede questo, nel nostro animo? Potremmo azzardare, perché la vita umana non è sempre e solo in 4/4.

Altra domanda, ma il compositore, lo sa, questo? Qui Bruno Rubino dà sfoggio di classe, ché non ti dà appigli in tal senso, e poi un trucco per essere grandi è non mostrare i propri limiti.
Ora...tutto sarebbe perfetto, ma...come fa un essere così immaginifico che scrive “Ero già vecchio a quindici anni, grande credo… forse mai”( I sogni nel sacchetto) “e se non ho digerito, ficco in gola questo dito ché gli anelli alle falangi, se li mangi, fan strozzare pure te”(Il crocchiaossa) “anche il topo, diritto come un cristiano, con quello vicino si tiene per mano” (Il passo della gallina), e l’elenco sarebbe lungo come i brani dei Fiaba, come fa dicevo uno così ad essere anche compassionevole? O ha una capacità di Amore smisurata (verso il Prossimo, ma anche verso la Natura, nel caso di Bruno), oppure percepisce quotidianamente lo scarto che c’è tra la Verità, o la propria verità, e la Realtà, o ciò che di essa appare: “La sofferenza, questa è l'unica causa della consapevolezza” fa dire Dostoievskij al protagonista delle “Memorie dal sottosuolo” E ancora: “Vi giuro, signori, che l'esser troppo consapevoli è una malattia, un'autentica, assoluta malattia.

La consapevolezza finisce per generare inerzia, ci allontana dalla vita e dalla azione, ci rende estranei e diversi: “Io sono solo, e loro invece sono tutti “(Id.).

Ascoltando le liriche dei Fiaba “Guarda bambino lo spaventapasseri! Guardalo ora mentre sei bambino e non sei come il contadino che li abbandona in mezzo al campo... Ora che hai visto lo spaventapasseri non devi chiedere ne domandare, ora tu sai che in questo mondo è colpa grave desiderare..” (Lo spaventapasseri) “Salgo, mi butto sul prato, mi bagno di brina, m'insozzo di polline e poi, mentre tutti dormono..”. torna alla mente la lezione di Kafka “Perché vegli? Uno deve vegliare, dicono. Uno deve vegliare, dicono. Uno deve essere presente”(Di notte), anche se , “io che paura non volevo fare… ma sono loro che mi fanno rabbia e non li posso sopportare, li devo scacciare! (Lo spaventapasseri)
Allora non resta, come diceva Gaber, che “attraversare ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana” il che non è molto distante da “Ora che sono uno spaventapasseri, non che il lavoro mi piaccia tanto ma io di qua non mi muovo, spavento i passeri e me ne vanto”.

Ma l’inerzia si può combattere con l’Arte; la Bellezza dev’essere un Valore universale, così come la Verità deve quantomeno contenere la Realtà delle cose “Dammi la mano, ti porto nel buio, nel buio ti porto con me, profumo di terra bagnata accompagna il tuo viaggio: seguimi, non mi lasciare la mano, nel buio ti porto con me, attent’a quel filo d’erba, non è solo terra che pesta il tuo piede” (C’è un posto nel bosco).

Allora anche la dissonanza iniziale de “Scerinnath, Il Fiore Delle Bugie” si stempera in un accordo compiuto.
Deve comunque sussistere l’eterno dilemma, (dove la lotta lascia il posto ad un qualsiasi equilibrio, l’incanto svanisce e si rischia l’involontaria comicità (“Il signore sale per le scale, il pugnale stringe pieno d'odio... da La profezia).

In questo umanissimo dilemma c’è il mondo dei Fiaba, un mondo molto più vicino all’uomo del giorno d’oggi di quanto sembri, ed è anche per questo, oltre che per tanti altri motivi letterari e musicali, che non riesco più a fare a meno della grandissima voce di Giuseppe Brancato e dei gioielli in forma canzone di Bruno Rubino.

Aristarco Scannabue

liutprando
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Regione: Italia
Prov.: mi
Città: milano


530 Messaggi

Inserito il - 01 gennaio 2007 : 14:06:37  Mostra Profilo Invia a liutprando un Messaggio Privato
Strepitosa, ma l'80% dei ragazzi di oggi, il 60% dei ragazzi di ieri ed il 40% di quelli dell'altro ieri non è fisicamente in grado di comprenderla. Penserebbero ad un comunicato delle Brigate Rosse.

''I WILL WEAR YOUR WHITE FEATHER, I WILL CARRY YOUR WHITE FLAG, I WILL SWEAR I HAVE NO NATION, FOR I'M PROUD TO OWN MY HEART''
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red jester
Membro Medio

Città: palermo


164 Messaggi

Inserito il - 06 gennaio 2007 : 12:10:04  Mostra Profilo Invia a red jester un Messaggio Privato
davvero bella! anche se piu' che brigate rosse sembrerebbe un manifesto delle..camice nere..
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wayward son
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Prov.: RM
Città: Roma


524 Messaggi

Inserito il - 06 gennaio 2007 : 23:14:17  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di wayward son Invia a wayward son un Messaggio Privato
più che bella la definirei d'effetto.
Non capisco dove voglia andare a parare, nel senso che usa centinaia di parole per non dire, alla fin fine, nulla.

Sono solo io che ho avuto questa sensazione?

Carry On My Wayward Son
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red jester
Membro Medio

Città: palermo


164 Messaggi

Inserito il - 07 gennaio 2007 : 08:17:59  Mostra Profilo Invia a red jester un Messaggio Privato
hai ragione wayward.ogni tanto sembra che si perda tra citazioni di testi senza concludere il discorso,ma la disquisizione sul tema della compassione e dell' accettazione delle diversita' mi ha colpito parecchio. credo sia un aspetto importante della"profonda umanita'"di Rubino.
e quel "sarebbe stato troppo" lo trovo grandioso!
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wayward son
Membro Master


Regione: Lazio
Prov.: RM
Città: Roma


524 Messaggi

Inserito il - 07 gennaio 2007 : 11:01:17  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di wayward son Invia a wayward son un Messaggio Privato
A me invece ha colpito più dove parla dei silenzi e del sottrarre!

Carry On My Wayward Son
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red jester
Membro Medio

Città: palermo


164 Messaggi

Inserito il - 07 gennaio 2007 : 14:19:19  Mostra Profilo Invia a red jester un Messaggio Privato
mi hai tolto la seconda parola di bocca! il "non detto" in tempi in cui si dice troppo.anche chi non ha nulla da dire...
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Devin_Townsend
Moderatore



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Inserito il - 07 gennaio 2007 : 14:57:14  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Devin_Townsend Invia a Devin_Townsend un Messaggio Privato
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Aristarco Scannabue



A me,ha colpito di più questo...sembra un nome uscito dal signore degli anelli



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wayward son
Membro Master


Regione: Lazio
Prov.: RM
Città: Roma


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Inserito il - 07 gennaio 2007 : 15:26:48  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di wayward son Invia a wayward son un Messaggio Privato
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Aristarco Scannabue



A me,ha colpito di più questo...sembra un nome uscito dal signore degli anelli




Confido in uno pseudonimo... :D

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Devin_Townsend
Moderatore



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Città: Quinzano


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Inserito il - 07 gennaio 2007 : 15:40:47  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Devin_Townsend Invia a Devin_Townsend un Messaggio Privato
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Aristarco Scannabue



A me,ha colpito di più questo...sembra un nome uscito dal signore degli anelli




Confido in uno pseudonimo... :D

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Ovvio
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